Bontu presenta i quadricicli elettrici in Italia, valuta produzione in Europa

Bontu presenta i suoi quadricicli elettrici in Italia e valuta una futura produzione in Europa.

Bontu presenta i suoi quadricicli elettrici in Italia e valuta una futura produzione in Europa
Bontu presenta i suoi quadricicli elettrici in Italia e valuta una futura produzione in Europa

Bontu, un costruttore cinese di veicoli elettrici, ha debuttato a Torino con tre quadricicli elettrici e ha annunciato di valutare una futura produzione in Europa. L’azienda, attualmente concentrata nello Shandong, ha scelto l’Italia come porta d’ingresso per il mercato europeo, dopo aver ottenuto la certificazione comunitaria dei modelli. Il debutto al Salone Auto Torino 2026 ha visto l’azienda presentare due minicar e un mini-veicolo commerciale, destinato soprattutto alla logistica urbana. La distribuzione in Italia è affidata a Little City Car. L’obiettivo industriale di Bontu è di valutare una produzione europea nei prossimi anni, ma non sono ancora stati comunicati dettagli su quale Paese, l’ammontare dell’investimento o la capacità produttiva prevista.

Le caratteristiche dei modelli presentati

I tre modelli proposti da Bontu, BTE05, BTE09 e BTE03, sono stati sviluppati per soddisfare diversi segmenti del mercato. La BTE05, lunga tre metri, può essere configurata a due o quattro posti e offre autonomie di 170 e 222 km grazie alle batterie da 13,9 e 18,1 kWh. La BTE09, proposta nelle categorie L6e-BP e L7e-CP, ha autonomie di 130 e 150 km, con velocità massima di 75 km/h. Il BTE03, mini-veicolo commerciale, è disponibile in versioni Cargo o con cassone e ha una portata di 340 kg, con autonomia tra 80 e 100 km. La società ha anche dichiarato una riduzione dei consumi del 15% grazie al motore sincrono a magneti permanenti.

La strategia di Bontu nel mercato europeo

Bontu ha scelto di non sviluppare una gamma specifica per ciascun Paese, grazie all’omologazione UE 168/2013, che permette ai suoi mezzi di essere immatricolati in tutti i Paesi membri. Questo approccio riduce i costi e i tempi logistici, permettendo al costruttore di affrontare il mercato europeo in modo più efficiente. L’ingresso in Italia serve anche a verificare se esiste una domanda sufficiente a sostenere una localizzazione produttiva in futuro. Il passaggio dall’export alla produzione europea rappresenta un salto di scala importante per la supply chain, i costi e la presenza industriale.

Per la componente commerciale, Bontu punta soprattutto sui costi operativi, sostenendo che i veicoli elettrici possano ridurre i costi di manutenzione del 40% rispetto ai diesel. La società ha attivato più linee dedicate ai mini-veicoli commerciali, con versioni refrigerate, sanitarie, con cassone e per le consegne espresse. La manifattura resta concentrata nello Shandong, dove la società, fondata nel marzo 2020 con un capitale registrato di 80,18 milioni di yuan, opera nel Parco Industriale Guodu di Xintai. La società dispone delle qualifiche produttive rilasciate dal Ministero cinese dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione per motocicli e veicoli speciali.

Il debutto in Italia potrebbe rappresentare un primo passo verso una presenza più radicata in Europa, ma il successo dipenderà dal volume di vendite e dalla capacità di soddisfare la domanda. Per ora, Bontu mantiene la produzione concentrata in Cina e utilizza l’Italia come porta d’ingresso per il mercato continentale. L’eventuale passaggio alla produzione locale resterà una prospettiva da verificare, ma potrebbe aprire nuove opportunità per l’azienda nel settore dei veicoli elettrici.