Il documentario di Loznitza a Venezia: “Imperium” svela l’Urss e i suoi traumi del passato

A Venezia, il film di Loznitza “Imperium” esplora l’Urss e i suoi traumi del passato attraverso immagini d’archivio.

Un film documentario mostra immagini d’archivio dell’Urss, rivelando la complessità del passato sovietico
Un film documentario mostra immagini d’archivio dell’Urss, rivelando la complessità del passato sovietico

Il documentario “Imperium”, diretto da Sergei Loznitza, è in programma fuori concorso nella Selezione ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia. Realizzato interamente con filmati d’archivio, il lavoro esplora l’Unione Sovietica durante l’epoca di Breznev, rivelando dinamiche coloniali e la resilienza dei popoli che la abitavano. Loznitza, noto documentarista, utilizza immagini autentiche per restituire una visione del passato che sfida le narrazioni ufficiali.

Un viaggio visivo attraverso l’Urss

“Imperium” si basa su 482 rulli di pellicola, principalmente in formato super 16mm, girati tra il 1970 e il 1973 da registi italiani e mai proiettati al pubblico. Le immagini, provenienti da archivi italiani come l’Archivio Luce Cinecittà e il Csc – Cineteca Nazionale, sono state restaurate e digitalizzate grazie alla collaborazione tra tre istituzioni. Il film si spinge dalle coste artiche ai deserti dell’Asia centrale, passando per i Carpazi e il Pacifico, rivelando un mosaico di culture che lo Stato sovietico cercava di uniformare. Attraverso questi scorci rari e non filtrati della vita quotidiana, “Imperium” svela le dinamiche coloniali spesso nascoste dell’Urss e la silenziosa resilienza dei suoi popoli. Le immagini, non accompagnate da commenti o voce fuori campo, rivelano il paradosso di un impero che proiettava un’immagine di unità mentre governava mondi profondamente eterogenei.

Le immagini come testimonianza del passato

Loznitza, che vive a Berlino da 25 anni, ha spiegato che la Storia è spesso riscritta per servire gli interessi del potere. «Nell’Urss il passato non era una narrazione fissa, ma uno strumento politico», ha detto. Per questo motivo, le immagini d’archivio occupano un posto centrale nel suo lavoro: «Conservano tracce tangibili di ciò che è realmente accaduto, indipendentemente dalle interpretazioni o distorsioni successive». Il film non è solo un’esperienza visiva, ma un tentativo di restituire la vastità di un mondo scomparso.

Il lavoro è stato realizzato grazie alla collaborazione tra diversi archivi e produttori, tra cui l’Essential Film tedesca, Kino Produzioni e Rai Cinema. L’opera è anche un piccolo miracolo produttivo, grazie al recupero di un fondo cinematografico inedito. Le registrazioni sonore, in gran parte perse, sono state sostituite da un paesaggio sonoro creato in “foley”, che esalta l’autenticità dell’esperienza immersiva. Con “Imperium” non intendo solo aprire degli archivi storici, ma creare un’esperienza che restituisca la vastità di un mondo scomparso, permettendo una comprensione più profonda dei meccanismi di potere, identità e resistenza che ancora oggi ci definiscono.

Loznitza, che ha vinto premi a Cannes e Venezia, ha spiegato che il suo obiettivo è contribuire a una migliore comprensione della Storia comune, che resta tuttora irrisolta. «I traumi del passato continuano ad agire e a influenzare il presente», ha sottolineato. «Credo che un approccio rigoroso alla Storia sia essenziale se vogliamo evitare di ripetere gli errori del passato».