Femminicidio in casa a San Giovanni al Natisone: la donna uccisa dal marito ubriaco

Tragedia in casa a San Giovanni al Natisone: la donna uccisa dal marito in stato di ubriachezza

Donna uccisa da marito ubriaco in casa, vicini chiamano polizia
Donna uccisa da marito ubriaco in casa, vicini chiamano polizia

Una tragedia ha scosso San Giovanni al Natisone nel tardo pomeriggio di sabato, quando Chenfen Zhao, 54 anni, è stata uccisa dal marito, anch’egli di nazionalità cinese, in casa loro. L’episodio, avvenuto poco dopo le 17, ha visto l’uomo, in stato di alterazione per l’alcol, colpire mortalmente la donna alla gola con un coltello da cucina durante un litigio feroce che aveva durato oltre mezz’ora. I vicini, allarmati dalle urla e dall’escalation di rabbia, hanno lanciato l’allarme e chiamato le forze dell’ordine, ma non è stato possibile salvare la vita della donna. La salma è a disposizione delle autorità per accertamenti autoptici.

Un litigio che si è scatenato in casa

La lite, che si è protratta per oltre mezz’ora, ha visto la coppia, coniugi da tempo, confrontarsi in modo violento e rumoroso. I vicini, che avevano già sentito discussioni simili in passato, hanno però ritenuto che questa volta fosse diversa. «Non si erano mai avvertiti segnali di estrema pericolosità», raccontano alcuni residenti. L’uomo, noto per essere il titolare di un’attività di tappezzeria, è tornato da un periodo trascorso nel suo Paese d’origine, e i litigi tra i due coniugi si sono fatti più frequenti negli ultimi mesi. La tensione, però, ha raggiunto un livello insostenibile.

La donna è stata colpita mortalmente alla gola da un fendente inferto con un coltello da cucina. I Carabinieri sono arrivati sul posto insieme al personale sanitario, ma per la donna non c’era ormai più nulla da fare. L’uomo, invece, non ha tentato la fuga né ha opposto alcuna resistenza. È stato preso in consegna dai militari e condotto alla stazione dei Carabinieri di Udine, dove è stato sottoposto a un lungo interrogatorio.

La comunità reagisce con dolore e sgomento

Il sindaco di San Giovanni al Natisone, Carlo Pali, ha espresso il dolore della comunità e ha sottolineato la complessità delle dinamiche d’integrazione e del disagio interno alla comunità cinese. «Il paese è profondamente sgomento. Denunciare non è mai facile, e in questo contesto la comunità cinese si presenta spesso come una realtà molto chiusa, che parla al proprio interno e tende a non esporsi», ha detto il primo cittadino. Il silenzio che ha avvolto via delle Scuole dopo la tragedia riflette l’impatto emotivo dell’evento. La salma della donna resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per i necessari accertamenti autoptici. La giovane figlia ventenne della coppia è rimasta presente durante i rilievi scientifici effettuati dai Carabinieri. La donna, che al momento dell’aggressione non si trovava in casa, è stata a lungo ascoltata dagli investigatori per ricostruire il contesto familiare e raccogliere dettagli utili alle indagini.

Secondo le prime indagini, il litigio di sabato non sarebbe stato un episodio del tutto isolato. I coniugi avevano già avuto discussioni in passato, ma mai di tale intensità. «Ogni tanto capitava di sentirli discutere, litigavano saltuariamente come succede in molte famiglie, ma erano sempre sembrate le solite incomprensioni della vita di tutti i giorni», raccontano i vicini. L’uomo, però, aveva un evidente stato di alterazione per l’alcol, che ha contribuito a far esplodere la situazione. La donna, colpita mortalmente, ha subito diverse ferite da taglio all’addome, mentre il coltello utilizzato è sotto sequestro.