Due ragazzi morti in moto a Giaglione: tragedia in Valsusa tra due incidenti in una settimana

Due ragazzi morti in moto a Giaglione: tragedia in Valsusa tra due incidenti in una settimana

Due ragazzi morti in moto a Giaglione, segni tracciati con gesso, genitori seduti in silenzio
Due ragazzi morti in moto a Giaglione, segni tracciati con gesso, genitori seduti in silenzio

Due ragazzi di 18 e 21 anni sono morti in un incidente stradale a Giaglione, in Valsusa, in un episodio che ha sconvolto la comunità locale. L’incidente, avvenuto venerdì pomeriggio, ha visto due motociclisti rimanere uccisi in un scontro frontale sulla statale 25 del Moncenisio, una strada nota per i suoi rischi e per la frequente presenza di incidenti. L’episodio si aggiunge a un altro, avvenuto due giorni prima, in cui due ragazzi di 22 e 23 anni hanno perso la vita in un incidente coinvolgente una Jeep. La tragedia ha suscitato un forte dolore tra i familiari, gli amici e i residenti del paese.

Due ragazzi morti in moto: chi erano Ivan Perron e Luca Bramard

Ivan Perron, 18 anni, originario di Bussoleno, e Luca Bramard, 21 anni, di Mazzè, erano appassionati di due ruote e avevano appena completato un giro in montagna lungo la storica arteria che collega Torino al confine francese. Entrambi viaggiavano in moto da enduro e avevano condiviso la passione con un gruppo di coetanei. La loro ultima avventura, raccontata sui social, è finita tragicamente. L’incidente, avvenuto all’altezza del chilometro 60, ha visto la moto di Luca invadere la corsia opposta e scontrarsi con un’altra, causando un impatto violentissimo.

Il ventunenne, Luca Bramard, era a bordo di una Honda Cbr, mentre Ivan Perron, il diciottenne, viaggiava su una Tm Racing 125. L’impatto è stato violentissimo e ha coinvolto anche la Yamaha 125 di un altro ragazzo di 21 anni, residente a Novalesa, l’unico superstite dell’incidente. Soccorso dai sanitari del 118 di Azienda zero, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Susa. Per Perron e Bramard non c’è stato nulla da fare.

Un incidente stradale che ha sconvolto la comunità

La tragedia ha colpito i familiari e i compagni di viaggio, che hanno assistito al dramma con un senso di impotenza. I ragazzi, con le tute ancora indosso e i caschi appoggiati al fianco, erano seduti sul muretto di pietra, mentre i militari tracciavano i segni con il gesso per i rilievi. Solo singhiozzi e sussurri hanno espresso il dolore di chi ha perso due amici in un’unica giornata.

Il sindaco di Giaglione, Enzo Campo Bagatin, ha espresso la sua preoccupazione per la sicurezza della strada, sottolineando come la Statale diventi un circuito pericoloso, specialmente nei fine settimana. «Troppo spesso la strada diventa una pista», ha detto. La strada, che collega Torino al confine francese, ha visto in poco tempo due tragedie. Due giorni prima, un’altra coppia di ragazzi, a bordo di una Jeep, aveva perso il controllo del mezzo all’uscita di una galleria sull’autostrada Torino-Bardonecchia, complice anche l’asfalto bagnato. Anche per loro, il sogno di raggiungere la Francia si è concluso tragicamente.

La comunità di Giaglione, come quella di altre località in Valsusa, si trova a fare i conti con una realtà difficile: la strada, che dovrebbe essere un mezzo di connessione, diventa spesso un luogo di dolore. I genitori dei ragazzi morti, seduti in silenzio, hanno espresso il loro dolore con una sola parola: «Perché?». La domanda rimane senza risposta, ma la comunità si chiede se ci siano soluzioni per aumentare la sicurezza e prevenire futuri incidenti. Le forze dell’ordine, impegnate a ricostruire i fatti, hanno sottolineato l’importanza di una maggiore attenzione alla guida, soprattutto in aree come quelle della Valsusa, dove la velocità e la mancanza di segnaletica possono portare a tragedie. La strada, per ora, resta un luogo di dolore, ma anche di riflessione su come migliorare la sicurezza per chi viaggia.