EssilorLuxottica in crisi di governance, analisti segnalano rischi per Milleri
EssilorLuxottica in crisi di governance, analisti segnalano rischi per Milleri

EssilorLuxottica, colosso italo-francese dell’occhialeria, si trova al centro di un report francese che segnala tensioni nella governance aziendale e mette in luce il ruolo crescente di Francesco Milleri. Il report, pubblicato da Alpha Value, società di ricerca finanziaria indipendente, sottolinea la frammentazione dell’azionariato e la mancanza di controllo su figure chiave come il presidente del gruppo. L’analisi mette in guardia su potenziali rischi derivanti dall’influenza sproporzionata di Milleri, che è stato l’uomo di fiducia del fondatore. La situazione si complica ulteriormente con le recenti dimissioni di Leonardo Maria Del Vecchio, che ha lasciato le posizioni di chief strategy officer e presidente di Ray-Ban, decisione vista come un possibile passo verso una ristrutturazione della governance.
La frammentazione dell’azionariato e il controllo di Delfin
Il primo nodo della crisi è rappresentato dall’azionariato frammentato, con otto membri della famiglia che detengono ciascuno una quota del 12,5% di Delfin, la cassaforte che controlla il 32,5% di EssilorLuxottica. Questa struttura, inoltre, include partecipazioni in altre aziende come Banca Monte dei Paschi di Siena, Generali e UniCredit. La mancanza di un comitato esecutivo nel consiglio di amministrazione di Essilux non permette di tenere sotto controllo figure come Milleri, che detiene il ruolo di amministratore delegato e presidente. Gli analisti sottolineano come questa situazione possa portare a una governance disordinata, con un’ influenza sproporzionata su decisioni strategiche.
La decisione di Leonardo Maria Del Vecchio di lasciare le posizioni di chief strategy officer e presidente di Ray-Ban è vista come un possibile segnale di cambiamento. Il report riconosce un «raggio di luce» nel fronte della governance, poiché la distinzione tra management e proprietà diventa più chiara. Questo potrebbe essere positivo per gli azionisti di minoranza, che hanno visto il gruppo in una situazione di instabilità. Tuttavia, fonti vicine a Lmdv Capital hanno chiarito che la scelta di Del Vecchio non rappresenta un allontanamento dal gruppo, ma una mossa per pulire la governance. L’imprenditore, che ha 31 anni, si muoverà ora con maggiore libertà, potendo opporsi a Milleri e alla sua influenza.
Monitoraggio su Milleri e la fiducia nella governance
Il report di Alpha Value, inoltre, mette in guardia sull’importanza di monitorare le ambizioni personali di Milleri, il cui mandato scadrà nei primi mesi del 2027. Gli analisti riconoscono che non sarà facile metterlo da parte, soprattutto considerando il ruolo che ha ricoperto finora. La società, però, ha lanciato un programma di acquisto di azioni proprie, che potrebbe riflettere la fiducia nella capacità di creare valore. L’acquisto di un massimo di 5 milioni di azioni, valutato a circa 787 milioni di euro, arriva in un momento in cui il titolo è dimezzato rispetto ai massimi dello scorso autunno.
La crisi di governance di EssilorLuxottica appare destinata a aggravarsi, ma gli analisti intravedono una via d’uscita. Il report suggerisce che si tratta di una crisi in fase di formazione, che si avvicina a una catarsi. La purificazione, come nella tragedia greca, potrebbe portare a una liberazione. Tuttavia, il controllo su Milleri e la gestione del potere restano questioni critiche per il futuro del gruppo. La situazione rimane in bilico, con la possibilità di un punto di svolta o di un ulteriore peggioramento.
La governance disordinata potrebbe portare a una gestione inefficiente.
Le dimissioni di Del Vecchio segnalano un cambiamento di rotta.
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- Programma di acquisto di azioni proprie
