Ombrelloni sulla battigia, multe da 200 euro: il blitz a Eraclea dopo un malore
A Eraclea, in provincia di Venezia, multe per ombrelloni piantati sulla battigia dopo un malore. Sanzioni da 200 euro per bagnanti.

La battigia di Eraclea, in provincia di Venezia, è diventata un punto di tensione tra bagnanti e autorità locali. Dopo un episodio di malore che ha richiesto l’intervento dei soccorritori, la Polizia locale e i Carabinieri hanno effettuato controlli e sanzionato chi piantava gli ombrelloni in aree vietate. Le multe, che arrivano a 200 euro, sono state emesse a turisti italiani, mentre i bagnanti locali, spesso residenti o comunque abituati a quel tratto di costa, avevano continuato a occupare la zona nonostante i cartelli di divieto.
La battigia libera e la sicurezza
La battigia libera, pur essendo un’area accessibile a tutti, è anche un’area di interesse per la sicurezza. Per legge, cinque metri di battigia devono rimanere sgombri per permettere il passaggio delle forze dell’ordine o dei bagnini in caso di emergenza. L’episodio recente, in cui un turista è stato colto da malore e i soccorritori hanno dovuto fare uno slalom tra gli ombrelloni, ha messo in luce l’importanza di rispettare le regole. La sindaca Nadia Zanchin ha spiegato che la tolleranza era finita dopo le proteste dei balneari e l’incapacità di far rispettare le norme.
La battigia libera non è un’area di proprietà, ma un bene comune che richiede rispetto.
Nelle ultime settimane, la Polizia locale e i Carabinieri hanno effettuato diversi sopralluoghi per sensibilizzare i bagnanti, soprattutto quelli che arrivano in giornata dai comuni vicini. I controlli del 15 agosto hanno portato a una decina di multe da 200 euro, tutte rivolte a turisti italiani. Gli agenti hanno anche fermato alcuni venditori abusivi, sequestrando capi d’abbigliamento venduti senza autorizzazione. La sindaca ha sottolineato che le regole non sono a discrezione del sindaco, ma sono legate a un’ordinanza della Guardia Costiera.
Le proteste e la gestione del territorio
La sindaca ha chiarito che la battaglia non è solo contro un certo tipo di turismo, ma per garantire la sicurezza e il rispetto delle norme. «Tutti sono i benvenuti, non a caso negli stabilimenti, e in altre zone dell’arenile che abbiamo mappato, ci sono dei tratti di spiaggia libera nei quali è possibile impiantare il proprio ombrellone», ha spiegato. La battigia libera, pur essendo un’area di accesso, richiede una gestione responsabile per evitare situazioni di pericolo.
Le regole non sono un attacco al turismo, ma un impegno per tutelare la comunità.
La situazione a Eraclea rappresenta un caso emblematico di come le norme, se non rispettate, possano mettere a rischio la sicurezza e la convivenza. La sindaca ha ribadito che i controlli e le sanzioni sono stati inevitabili, ma non si tratta di un attacco al turismo, ma di un impegno per tutelare il territorio e la comunità. La battigia, pur essendo un’area accessibile, richiede una gestione responsabile per garantire la sicurezza e il rispetto delle norme. La tolleranza, pur se in parte esistita, non è più una scelta. La sindaca ha sottolineato che la gestione del territorio richiede una collaborazione tra autorità e bagnanti, ma non si può ignorare la legge. La battigia libera, pur essendo un’area di accesso, deve essere gestita in modo responsabile per evitare situazioni di pericolo e garantire la sicurezza a tutti i visitatori.
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