Usl Treviso, tre chirurghi privati di autorizzazione per irregolarità in attività sanitaria
Tre chirurghi in provincia di Treviso revocati autorizzazione per attività privata non segnalata, contestata da ispezioni private.

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L’Usl della Marca, in provincia di Treviso, ha revocato l’autorizzazione a tre chirurghi a operare in regime privato all’interno dell’ospedale, a causa di irregolarità nella gestione delle attività private e di timbrature non regolari. L’azione è scaturita da un’indagine condotta da investigatori privati, assunti un anno fa dall’azienda sanitaria per controllare i rispetti degli obblighi contrattuali da parte dei dipendenti. Il provvedimento è stato emesso il 29 dicembre, proprio alla fine del lavoro degli investigatori, che avevano esaminato presenze, orari e attività dei dipendenti. I chirurghi, trasferitisi in cliniche private, avevano eseguito interventi in regime privato, ma non avevano segnalato adeguatamente i passaggi tra attività pubblica e privata, causando irregolarità.
Controlli privati e contestazioni sindacali
L’indagine, condotta dall’ex direttore generale Francesco Benazzi, ha portato a verifiche mirate su alcuni dipendenti, con il rischio di contraccolpi per i cittadini. I sindacati, però, hanno espresso preoccupazione, accusando l’Usl di non aver informato i rappresentanti dei lavoratori del controllo di massa. Hanno richiesto un incontro urgente con il nuovo direttore generale Giancarlo Bizzarri, nominato a febbraio, per conoscere gli esiti dell’investigazione. Le verifiche hanno confermato la fondatezza delle segnalazioni, ma non sono state resi pubblici per ragioni di privacy.
La situazione ha suscitato polemiche, con i sindacati che accusano un trattamento ingiusto dei dipendenti, considerati “furbetti” senza alcun discernimento. «Ogni singolo dipendente è stato trattato alla stregua di un delinquente», ha commentato Antonio Balsarin del sindacato Anaao. L’Usl ha però sottolineato che la valorizzazione del personale è una delle priorità strategiche del nuovo direttore generale. La settimana scorsa abbiamo presentato ai sindacati l’esito dell’analisi di clima per poter collaborare insieme a definire strategie efficaci per migliorare la valorizzazione.
Un sistema in crisi e un passato di problematiche
La questione non è nuova: storicamente, l’Usl ha affrontato diversi casi di irregolarità, come il caso di Loredana Bolzan, che nel 1999-2007 fece sparire oltre 4 milioni di euro dalle casse, e le recenti indagini sulla gestione dei medicinali nella farmacia ospedaliera. L’Usl ha creato un nuovo polo centralizzato a Vittorio Veneto per migliorare la gestione. Ora, con il nuovo direttore generale, si attende il faccia a faccia con i sindacati per chiarire i dettagli dell’indagine e definire le prossime strategie per la gestione del personale.
Il provvedimento è stato timbrato lo scorso 29 dicembre, proprio alla fine del lavoro degli investigatori privati che l’Usl della Marca aveva assoldato un anno prima, affidando l’incarico alla Global Investigazioni Srl di Padova, con una spesa di 130mila euro. L’indagine aveva l’obiettivo di controllare che i propri lavoratori rispettassero gli obblighi contrattuali: presenze, orari, turni, attività e così via. Adesso si attende il faccia a faccia, che il nuovo direttore generale ha aperto con disponibilità.
