Siccità in Trentino, la Provincia razionalizza l’uso dell’acqua per salvaguardare ecosistemi e risorse

La Provincia di Trento introduce misure per razionalizzare l’uso dell’acqua a causa della siccità, con limitazioni fino al 30 settembre.

Autorità locali monitorano corsi d'acqua per ridurre consumo e salvaguardare fauna ittica
Autorità locali monitorano corsi d’acqua per ridurre consumo e salvaguardare fauna ittica

La Provincia di Trento ha adottato un provvedimento per razionalizzare l’uso dell’acqua a causa della siccità che ha colpito il Nord Italia. La decisione, annunciata il 7 agosto 2026, permette ai Consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario di richiedere, in determinate condizioni, una riduzione temporanea della quantità d’acqua minima da mantenere nei corsi d’acqua a valle delle opere di presa. La misura è valida fino al 30 settembre e si applica solo in caso di emergenza idrica. L’obiettivo è salvaguardare l’equilibrio ambientale e la sopravvivenza della fauna ittica, garantendo comunque un flusso sufficiente per le attività di pesca.

Condizioni e procedure per la riduzione

La riduzione dell’acqua potrà essere effettuata solo se i Consorzi dimostreranno di aver attivato tutti i sistemi e gli accorgimenti disponibili per ridurre il consumo. Deve essere presentata una relazione con dati sulle portate disponibili, sul fabbisogno minimo delle colture e sull’eventuale presenza di altre fonti di approvvigionamento. Inoltre, i Consorzi dovranno monitorare costantemente la situazione ambientale e ripristinare immediatamente il precedente livello di rilascio qualora emergano problemi. La Provincia ha individuato un elenco di corsi d’acqua compresi nel provvedimento, mentre per quelli non inclusi l’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente (Appa) dovrà esprimere un parere favorevole dopo sopralluoghi e misurazioni.

La misura è volta a limitare il consumo per l’uso quotidiano, assicurando comunque la tutela ambientale e la sopravvivenza della fauna ittica. L’associazione pescatori titolare del diritto di pesca dovrà essere informata puntualmente su eventuali modifiche al flusso d’acqua. La Provincia ha spiegato che il provvedimento è una misura di emergenza, necessaria per gestire la situazione di siccità e proteggere le risorse idriche.

Le cause della siccità e le misure di risposta

La decisione della Provincia è una risposta alla criticità elevata registrata nel Nord Italia, alle ondate di calore, alla poca neve in quota durante l’inverno e alle scarse precipitazioni in primavera e in estate. L’assenza di neve e la ridotta quantità di pioggia hanno ridotto la disponibilità di acqua, causando un calo delle portate nei corsi d’acqua. La misura è volta a limitare il consumo per l’uso quotidiano, ma garantire comunque la tutela ambientale e la sopravvivenza della fauna ittica. La misura resterà in vigore fino al ritorno a una situazione di bassa severità idrica e comunque non oltre il 30 settembre. L’obiettivo è ridurre il consumo per l’uso quotidiano, ma garantire comunque la tutela ambientale e la sopravvivenza della fauna ittica. La Provincia ha spiegato che il provvedimento è necessario per salvaguardare l’equilibrio ambientale e la sopravvivenza della fauna ittica.

  • La Provincia ha individuato un elenco di corsi d’acqua compresi nel provvedimento.
  • Per quelli non inclusi, l’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente (Appa) dovrà esprimere un parere favorevole.
  • La misura è valida fino al 30 settembre e si applica solo in caso di emergenza idrica.

La siccità ha colpito diversi territori del Nord Italia, con effetti significativi sulle risorse idriche e sull’ambiente. La Provincia di Trento ha adottato misure per gestire la situazione e proteggere le risorse, limitando il consumo per l’uso quotidiano e assicurando comunque la tutela ambientale. La misura è una risposta alle criticità registrate e alle condizioni climatiche estreme che hanno ridotto la disponibilità di acqua.